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Salvo d’Avila – Background

Il mio approccio alla fotografia è inequivocabilmente pittorico. 

Sono nato nella luce del Salento. Mia madre è uno storico dell’arte e insieme a mio padre ha lungamente diretto una galleria di arte contemporanea. Dopo la laurea e un master in diritto ed economia dell’Unione europea, ho intrapreso una carriera nel campo delle politiche industriali e del credito. Attualmente lavoro a Roma.  Coltivo da sempre la passione di famiglia per le arti visive, specialmente per la pittura e la fotografia.  La  Scuola Romana di Fotografia è stata una tappa importante per la mia formazione perché una solida padronanza della tecnica è la pre-condizione per tradurre le mie emozioni in immagini e condividerle con gli altri.

Tra gli artisti contemporanei metto al primo posto il mio amico Gaetano Pompa. Gaetano non è stato una celebrità, ma è stato apprezzato dalla migliore critica e dai più raffinati collezionisti. Questo genio visionario era straordinariamente erudito e padrone di più tecniche (pittura, incisione, scultura, ceramica) come un maestro del Rinascimento. Tra gli antichi maestri i miei preferiti sono Hieronymus Bosch e Antonello da Messina.          Sono affascinato dalla relazione (di parentela) tra le diverse tecniche. A volte mi piace anche fare fotografie che – come ha detto Gianni Malitesta – sembrano dipinti che imitano fotografie (un viaggio di andata, ritorno e ripartenza dalla fotografia alla pittura). Molto è stato detto e scritto sul rapporto tra pittura e fotografia, a partire dalla lanterna magica (o camera oscura), di Canaletto e Vermeer. Nella mia produzione non mancano i trompe l’oeil. Mi gratifica lo spettatore intento –per qualche istante- a risolvere il dubbio tra pittura e fotografia.   Il tema è connesso alla pittura iperealista, il cui più noto esponente italiano è Luciano Ventrone. Ho la fortuna di avere un paio di suoi disegni, testimonianza delle mostre nella galleria d’arte di famiglia. Ventrone imita la realtà riproducendo gli effetti tipici della fotografia grazie alla sua straordinaria (e un po’ controversa) abilità col pennello.   Di solito non amo la digital art, la grafica digitale. Penso che la postproduzione debba essere al servizio della fotografia, se photoshop prevale sullo scatto (ideazione, composizione, luci) siamo in un settore, certamente artistico, ben diverso dal mio. Tuttavia ammiro senza riserve il lavoro di Francesco Sambo.  Al dominio della tecnica Francesco aggiunge cultura e  fantasia, da qui la genesi dei personaggi –talvolta inquietanti- che popolano il suo piccolo universo surreale. Se l’arte avesse il giusto ruolo nella società, Francesco sarebbe milionario.
Qual è il mio fine ultimo come fotografo? Reagire (nel mio piccolo) al pervasivo declino della bellezza. Alcuni dipinti di Riccardo Tommasi Ferroni denunciano questo declino. Accanto alle meraviglie del barocco romano, Ferroni rappresenta una umanità abbrutita, ormai inconsapevole delle differenze tra bello e brutto, tra bene e male.  Se Kublai Khan è pronto alla resa: «tutto è inutile, se l’ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è la in fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente» sono dalla parte di Marco Polo: «l’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio»”.
Italo Calvino, Le città invisibili.

english.png_256Salvo d’Avila – Background

My approach to photography is unequivocally pictorial.

I was born in the sunny Salento (Southern Italy).  My mother is an art historian and my father a dealer in contemporary art. After my degree and a subsequent Master degree in European Community law, I built a career in the field of industrial and credit policies. I currently live and work in Rome.  I have cultivated life-long the passion for the visual arts – especially painting and photography – awoken by my family background.  The Scuola Romana di Fotografia was important to my development – a strong technical know-how is a pre-condition for converting one’s emotions into images, and thus for sharing them with others.

My favourite contemporary artist is Gaetano Pompa.  Not a celebrity, but appreciated by many collectors, he was also a good friend. This visionary genius was erudite, as well as accomplished in all techniques (painting, engraving, sculpture, ceramic), like a Renaissance master.   Hieronymus Bosch and Antonello da Messina are among my favourite Old Masters.

Much has been said and written about the relationship between painting and photography, starting with the magic lantern (or camera obscura) of Canaletto and Vermeer.    My trompe l’oeil succeed if the viewer wonders – even for no more than an instant – whether he or she is facing paintings or photographs, and naturally, if they give pleasure.  The appeal of the challenge – and the slightly mischievous spirit – behind it is at least as old as the story of the contest between Zeuxis and Parrhasius.  When Zeuxis unveiled his painting of grapes, they appeared so luscious and inviting that birds flew down from the sky to peck at them.
The best known Italian exponent of hyperrealism is Luciano Ventrone.  I am fortunate to have a couple of his drawings, testimony of his passage through the family art gallery.  Ventrone imitates reality, reproducing and enhancing the effects of photography, by means of a (highly controversial) technique.
I am fascinated by this mixture of different techniques. Sometimes I also enjoy making photographs which – as Gianni Malitesta said – look like paintings that imitate photographs. The quality of my images on the monitor is much lower than that of the ones printed on paper.  For the latter, I normally apply a matt finish (minimum size of 30×45 cm) within a passepartout/frame printed with a rigid material, and properly cropped.

I do not particularly like digital art. However, I am an admirer of Francesco Sambo’s work.  Not only is he technically perfect, but he has an extraordinary imagination.  His visionary world, sometimes disturbing, generates strong emotions.

What is my purpose as a photographer? Above all, mine is a reaction against the pervasive decline of the ideal of beauty. Also some paintings by  Riccardo Tommasi Ferroni are a comment on this phenomenon.  Next to the wonders of the Roman Baroque, he represented a brutish humanity unaware of the differences between beauty and ugliness, or between good and evil.
Kublai Khan: – Everything is futile, if the last landing place can only be the infernal city, and it is there that, in a downward spiral ever closer, the current leads us.
Marco Polo: – Hell of the living, is not something that will be, if there is one, is that which is already here, the inferno where we live every day, that we form by being together. There are two ways to escape suffering. The first is easy for many: accept the inferno and become part of it at the point of no longer seeing it. The second is risky and requires constant vigilance and discernment: seek and learn to recognize who and what, in the middle of hell, is not hell, and then make it last, make space for it.
 Italo Calvino, Invisible Cities

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